QUARTIERE SOCCORSO | Suburb’s Notes | Sessione DUE

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Oggi raccontiamo la seconda sessione del progetto fotografico di Maruska Tonioni QUARTIERE SOCCORSO | Suburb’s Notes, a cura di Stefania Rinaldi, che vede la sua genesi durante i primi mesi del 2019, e ha visto una prima fase di presentazione durante il Festival QUARTIERE SOCCORSO | Suburb’s Narration che si è svolto ad ottobre in modo diffuso nei luoghi del quartiere e ha portato tra le altre iniziative all’installazione permanente di grandi fotografie tuttora visibili passeggiando in Via Milano.

VI PROPONIAMO UNA PICCOLA ANTEPRIMA, CHE ENTRERA’ A FAR PARTE DELL’ARCHIVIO DI MEMORIA IN PROGETTAZIONE IN QUESTI MESI… SEGUITECI!!!!

ABITANTI:

LUOGHI:

>> CHE COS’E’ SUBURB’S NOTES di Maruska Tonioni <<<

Il progetto fotografico, pensato come site specific, nasce dall’esigenza di indagare le dinamiche profonde che animano i quartieri periferici delle città contemporanee, laboratori privilegiati per la documentazione dei principali conflitti che percorrono trasversalmente il vivere delle comunità moderne e delle società democratiche. Il medium dell’arte declinato attraverso il linguaggio fotografico, con le sue peculiarità è il mezzo per eccellenza per avvicinare i complessi ambiti del contemporaneo e la fenomenologia delle città. L’obiettivo del progetto mira da un lato al disvelare le multiformi sfaccettature di una periferia popolosissima e che racchiude in se decine di etnie e diversi nuclei di nuova cittadinanza e dall’altro cerca il recupero di una memoria collettiva, utilizzando la fotografia non solo come strumento di indagine documentativa e “percezione” della realtà e dei suoi stereotipi, ma soprattutto come strumento “relazionale”. Il mezzo fotografico diventa strumento privilegiato per stabilire delle connessioni intime con gli abitanti del quartiere e farli custodi e narratori del loro esistere, cittadini attivi e propositivi, allo scopo di attivare un processo di collaborazione duraturo per produrre una significativa rigenerazione urbana e relazionale, che varchi gli ambiti dei soli affetti familiari e spinga le persone alla riappropriazione e alla creazione di spazi comunitari di inclusione sociale, dove la fragilità del singolo trovi un sopporto collettivo, che prosegua oltre il termine fisico dell’evento artistico tout-court e che abbia un approccio intergenerazionale e interetnico.

Il progetto si innesta su un processo in atto nel quartiere Soccorso a stretto contatto con la popolazione, i comitati civici e tutte le realtà che via via vengono identificate come identitarie della comunità, comprese le comunità che non esistono più se non nella memoria.

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