Industrial POP City | un progetto fotografico?

xMaruIndustrial POP City

Di Maruska Tonioni

A cura di Stefania Rinaldi

“Cercatele, collezionatele, rubatele: la città industriale appartiene a tutti, la città industriale è ovunque. Mettetele in tasca, nei libri, sul cuore o tra le cosce ma NON lasciatele abbandonate.”

5000 immagini diffuse per “invadere” pacificamente la città di Prato, per invitare ad alzare gli occhi e riappropriarsi della storia della città. Industrial POP City, è entrato nell’immaginario dei cittadini di Prato, che hanno prestato il loro volto alla fotografa Maruska Tonioni per diffondere  il messaggio.

Di seguito il link per scoprire le facce coinvolte nel progetto ad oggi:

Facebook: https://www.facebook.com/pg/industrialpopcity/photos/?tab=album&album_id=1086711454805618

Instagram: #industrialpopcity

Ordinare in un orizzonte ininterrotto i segni è stata la mia ossessione per trovare il Profilo della Città. Ma l’ordine le pertiene? La città tangibile guarda quella immaginaria ma non ne ricorda l’esistenza. La città immaginata dichiara che nulla nell’altra è reale.”

L’origine del lavoro della fotografa Maruska Tonioni nasce due anni fa con Il profilo della Città, dalla necessità personale di raccontare una definizione di città nella ricerca dell’identità architettonica pratese legata alla storia del lavoro di chi l’ha vissuta in passato, un trascorso importante connesso alla natura industriale e operosa dei suoi abitanti. Il profilo della città, un lungo skyline immaginato ispirato dal testo Le Città Invisibili di Italo Calvino, racconta di “un dialogo impossibile tra due mondi resi inconciliabili da forze ottuse che hanno, in nome di un facile profitto, cancellato il patrimonio di architettura industriale che un tempo disegnava la città, lascito incompreso al territorio e alla storia cittadina, ormai talmente frammentario che non lo si intravede se non nelle foto ricordo, nell’immaginario dei vecchi o nell’apologia dell’abbandono.

Il profilo della citta - particolare

Ne nasce un messaggio chiaro rivolto a tutti i cittadini, fuori dall’ordinaria visione di luoghi abbandonati in attesa, figure geometriche e tagli dinamici ripetuti e ridondati, a voler affermare la vita ancora pulsante dei tetti che si stagliano netti su cieli nitidi di Industrial POP City, un progetto di invasione culturale della città che porterà migliaia di immagini simili ad essere fruite da tutti, ammirate e possedute, agognate e ricercate, allo scopo di portare ognuno ad alzare gli occhi e riappropriarsi di questa identità. Sostenendo la sfida dell’uso unico dell’immagine nella consapevolezza della sua brevissima efficacia nel contemporaneo e della sua diffusione tramite il mezzo virtuale e il social network, il progetto affronta adesso una sfida POPolare, arrivando ad affermare la forza del mezzo fotografico.

 

La città è ridondante: si ripete perchè qualcosa arrivi a fissarsi nella mente […] La memoria è ridondante: ripete i segni perchè la città cominci a esistere” Le Città Invisibili di Italo Calvino

Contributo critico di Stefania Rinaldi