#4 YIA2016 – D’apres la Peinture – Giuseppe Renda – a cura di Stefania Rinaldi

12916747_546132525568510_3002763285873760139_oD’apres la Peinture
Giuseppe Renda
a cura di Stefania Rinaldi

15 Aprile 2016 H.19.00
INGRESSO LIBERO

Dal 20 Aprile al 4 Maggio 2016
Ex Chiesa di San Giovanni – Prato

Chiamato a descrivere l’origine della propria ricerca in un’intervista realizzata da Francesca Vason, l’artista sottolinea come l’indagine dei fenomeni legati alle teorie di percezione visiva e l’ispirazione diretta ad immagini mediate da grandi artisti rappresentino ad oggi la chiave di lettura principale del suo processo creativo che la sua giovanissima età rende ancora uno studio in continua evoluzione.

“Cerco di portar fuori ciò che mi è sembrato di scorgere tra le righe in un’immagine, così come cercherei di portare verso l’esterno le cose che mi sembra di vedere in nuce nel rapporto con una persona o in una determinata situazione. A volte, nella realizzazione delle immagini, questo processo sembra essere logico, mi accorgo solo dopo di dare molto peso a quella che è la mia visione delle cose. Ci sono tuttavia delle regole a cui nessuno può sfuggire: ad esempio la nostra tendenza a vedere elementi reali, in una configurazione astratta. I pittori informali dovettero affrontare questo problema, le persone continuavano a riconoscere figure, animali e paesaggi nei loro quadri. Fu allora che l’elemento del colore, inteso tradizionalmente, iniziò a venir meno, proprio per attutire tali percezioni. Nel mio lavoro il colore ha molto importanza, l’uso del colore, da solo può cambiare il significato di un’immagine, dare una sensazione piuttosto che un’altra, indirizzare.” *


I soggetti trovano una relazione e una soluzione di continuità che porta il lavoro dell’artista ad avere una natura seriale, ogni opera diventa un prolungamento o un contrappunto della precedente, in succesivi riassemblamenti che non danno mai la compiutezza e non ne determinano la fine ma sempre ricercano uno spunto per agganciare una nuova suggestione.


“Sono frammenti di un discorso che non riesce ad andare avanti, per cui deve arrestarsi a un certo punto, allora per proseguire cambio l’immagine di partenza oppure lo strumento con cui realizzarla (disegno, pittura, fotografia), ma non mi fermo.” *


*intervista realizzata nel 2015, in occasione della mostra Ipotenusa / una mostra irrealizzabile per il progetto TU35 Carrara.

Stefania Rinaldi


Biografia
Giuseppe Renda, 1994 (Reggio Calabria)
Dopo un diploma presso il liceo artistico di Lucca, frequenta attualmente il secondo anno del corso di pittura presso l’ Accademia di Belle Arti di Carrara. La sua ricerca di impronta pittorica parte da una riflessione sulle immagini e dall’indagine dei substrati visivi che concorrono alla sua formazione nel momento in cui un’ artista la crea e in quello in cui lo spettatore la percepisce. Suo interesse è indagare la pittura, studiarne la sua lingua e le opere di singoli artisti in cui è fortemente evidente la presenza di uno “schema” visivo: dale figure dello Spagnoletto e di Greuze ai pensosi ritratti della Kauffmann. “Mi piace l’ arte che parla di se stessa, le Wunderkammer ,i déjà vu ,i sogni nei sogni e i romanzi di Pirandello, dove non sai mai quale sia la verità ,l’arte processuale e l’appropriation art” Nell’ultimo periodo sta lavorando sui cambiamenti che intervengono nella percezione delle immagini dai supporti tradizionali a quelli digitali ed il modo di fissarli con la fotografia per poi ritradurle nel linguaggio pittorico.

Torna un nuovo appuntamento della rassegna YIA 2016 -Young Italian Artists, un progetto di avvicinamento all’Arte Contemporanea con mostre, percorsi didattici e incontri con i giovani artisti emergenti italiani, a cura di Stefania Rinaldi, promosso da Fonderia Cultart, presso gli Spazi dell’ex chiesino di San Giovanni a Prato. Gli artisti coinvolti, provenienti da diverse città italiane, presentano quattro percorsi espositivi personali, finestre aperte sul loro processo creativo, raccontandosi ognuno con il mezzo espressivo che li contraddistingue, in un dialogo mediato con lo spazio dell’ex chiesino di San Giovanni a Prato. Si va dalle trasparenze su velo d’organza dalla dimensione installativa di Federica Gonnelli all’immagine fotografica ironica e allo stesso tempo crudelmente reale di Francesca Catastini. Ettore Pinelli da Modica presenta “altre tipologie di relazione” utilizzando il medium del disegno, mentre il giovanissimo Giuseppe Renda racconta una serie di lavori work in progress che contaminano mezzi espressivi tradizionali come la pittura con una lettura assolutamente contemporanea. Ai quattro percorsi si accompagnano visite guidate allo spazio con la curatrice della mostra, un ciclo di laboratori didattici con la presenza dell’artista nello spazio e alcune merende-conversazioni, in cui saranno affrontate alcune macrotematiche inerenti all’Arte Contemporanea. Le esposizioni e le iniziative si svolgeranno da Gennaio a Maggio 2016.

Per informazioni:

Stefania – 3293233936
stefania_rinaldi@yahoo.it
www.exchiesasangiovanni.it

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